Grande partecipazione alla Premiazione della Terza edizione del premio letterario Don Giustino Russolillo

«Spesso, quando nei quartieri di Pianura, Soccavo, o nel Rione Traiano, sentiamo i “botti”, quei
fuochi non sono sinonimi di festa, bensì di morte. Sì, morte, perché indicano l’arrivo della droga,
una piaga che ruba il futuro, la dignità, la vita, e le persone perbene che hanno imparato questo
linguaggio che diffonde il messaggio in modo forte e chiaro, sono profondamente indignate. Ma
indignazione e coraggio sono figli della speranza e questi giovani, questi ragazzini che vediamo
qui stamattina, di cui premiamo i lavori, l’impegno e la creatività, sono la speranza che un futuro
migliore è ancora possibile». È con queste parole che don Antonio Coluccia, il vocazionista
anticamorra ormai da anni sotto scorta, è intervenuto in occasione della terza edizione del Premio
giornalistico letterario "Don Giustino Russolillo", organizzato dall’associazione della Stampa
Campana “Giornalisti Flegrei”, e dedicato alla figura del carismatico fondatore della Società Divine
Vocazioni. Aperto a tutti i ragazzi delle scuole pubbliche e private, di ogni ordine e grado, presenti
su tutto il territorio del comune di Napoli, delle regioni d’Italia e in Brasile, Stati Uniti d’America,
Argentina, Nigeria, Filippine, India, Madagascar, Colombia, Ecuador, Indonesia, Regno Unito, Cile,
Francia, Canada, Sud Africa, Vietnam e Australia, i 15 paesi dove sono presenti le congregazioni
del Beato, il Premio, il cui tema ha per titolo “Il territorio e la vita del Beato Don Giustino Russolillo”,
si divide in tre sezioni, poesia, carta stampata, e foto. Terzo classificato per la sezione Poesia, ad
ex aequo, la III D dell’Istituto Russolillo e la II B dell’Istituto Palasciano. Secondo classificato la I L
della Ferdinando Russo e sul gradino più alto del podio la IV A de Il Cigno (plesso Picasso). Per la
carta stampata, al terzo posto la V A de Il Cigno (plesso Picasso), al secondo Le Villette, e, primi, i
ragazzi della III B del Montalcini di Quarto. Il liceo, infatti, ha realizzato un numero speciale del suo
giornale scolastico interamente dedicato alla figura del Beato. Per la sezione fotografia, hanno
vinto, la II B della Russolillo, e le Suore Vocazioniste. La II A del Falcone, invece, ha ricevuto un
premio speciale per l’accurata ricerca di documenti. Momento di grande pathos quello della
proiezione del docufilm realizzato dall’Istituto Padula che gli è valso un premio speciale per
l’attualizzazione della missione di evangelizzazione che il prete pianurese ha portato avanti sotto la
“pagliarella”. «Una figura così carismatica come affronterebbe nell’era digitale, tra social e
videogiochi, la diffusione della Parola? Come potrebbe far presa tra i giovani, sempre più
affascinati da uno schermo e quasi intimoriti dalla socializzazione senza “filtri”? Ecco, a questo
interrogativo – spiega Luana Padula, dirigente dell’istituto paritario nel cuore di Pianura, al 20, di
via Paolo Uccello – i nostri alunni hanno risposto con la disarmante innocenza propria solo dei
bambini, e siamo molto felici che la giuria abbia apprezzato il loro lavoro». Scrupoloso e attento,
infatti, è stato il lavoro portato avanti dalla giuria del Premio, formata dal vicario generale, Don Ciro
Sarnataro, dalla Madre Generale delle Suore delle Divine Vocazioni e dal Presidente
dell’associazione della Stampa Campana “Giornalisti Flegrei”, l’avvocato Claudio Ciotola che,
pubblicista, già componente dell’esecutivo nazionale dell’ordine dei giornalisti, ha consegnato un
premio davvero speciale in occasione della cerimonia tenutasi presso il Vocazionario, al 14 di via
parroco Giustino Russolillo: «ad un figlio speciale, Mario Ciotola, cresciuto nell’esempio di questa
figura a cui l’intera comunità pianurese è profondamente legata». La poesia del piccolo Mario,
infatti, ha commosso i presenti il cui fragoroso appaluso ha sancito il termine di questa terza
edizione del Premio.
Rosaria Morra